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Risolvi questi 4 problemi e diventi un leader con gli attributi


Incontro centinaia di imprenditori ogni mese. Sono artigiani, commercianti, liberi professionisti, gestiscono agenzie di servizi.
Sono lì per uno di questi due motivi: o perché hanno paura di non farcela, o perché vogliono farcela ancora di più.

Spaventati o Ambiziosi che siano, io posso essere lì con loro per parlare di marketing, clientela, numeri, strategie… ma ogni volta è la stessa storia.

C’è sempre un tema che riesce a rubare la scena a tutto il resto, anche alla crisi.
Questo “tema” è IL TEAM: la ricerca, la selezione, la gestione dei collaboratori.

 “I giovani non hanno voglia di lavorare”
“Io gli dico di fare in un modo e loro lo fanno in un altro”
“Ho provato a dargli anche dei premi in denaro, nessun risultato”

… sono solo alcuni dei lamenti che ho sentito centinaia di volte e soprattutto sentirò ancora.

Se hanno ragione? Talvolta.
Se possono fare qualcosa? Quasi sempre.

Troppo spesso l’imprenditore ha il pessimo difetto di vedersi come VITTIMA dei problemi legati ai collaboratori…e non si accorge di essere invece IL SUO STESSO CARNEFICE.

Concedimelo, troppi imprenditori vengono rincitrulliti da luoghi comuni pesanti come macigni (alcuni te li ho elencati prima).
Un leader, invece, i luoghi comuni li spezza. Li usa per alimentare la sua leadership, per illuminare la via.

Di leadership potremmo parlare per giorni, ma sia tu che il sottoscritto abbiamo giusto un miliardo di cose da fare prima di andare in pensione, per cui saremo bravi e veloci.

Per questo nei prossimi quattro punti farò come il bravo dottore: analisi del problema – diagnosi – cura.

Pronti? Via!

 

Problema 1: LA RICERCA DEI COLLABORATORI
Sottotitolo: so così bene come NON li voglio… che li trovo tutti così!

Certi annunci di ricerca sono degni del museo degli orrori.

“Cercasi urgentemente apprendista, con esperienza”.
CHE DIAMINE VUOL DIRE?
Primo: dici “urgentemente”…sei nei guai amico?! Se dall’annuncio traspare che hai problemi, preparati a trovare la Top Ten dei disperati.
Secondo: se è un’apprendista come fa ad avere esperienza? Ma leggi quello che scrivi?

Sembri uno di quei fenomeni che popolano gli annunci di ricerca…sai quelli che scrivono “Cercasi qualsiasi lavoro purché serio”… OK! Ti faccio fare la zoccoletta, ma ti prometto che non dovrai ridere!” … glom.

Oppure chi cerca lavoro scrivendo “Mi offro come baby sitter o come dog sitter”.
Tu affideresti il tuo pargoletto a una che guarda i cani? Bah…

Eppure, EPPURE, si cercano collaboratori di valore con annunci simili a questi!
Si chiamano “profezie auto-avveranti”: trovi proprio chi NON volevi assumere.

SOLUZIONE 1: Se vuoi trovare la persona giusta, chiarisci bene chi e cosa cerchi.

  • DESCRIVILA, COME MEGLIO NON POTRESTI!
    Che sia in un annuncio, che sia parlandone ad amici, colleghi, clienti.
    Come puoi aspettarti che tua suocera consigli al figlio della sua amica di venire a lavorare da te se tu parli di quanta sfiga hai avuto trovando solo lavativi? Tu manderesti tuo figlio a lavorare da uno che dice che i giovani di oggi sono dei perdigiorno? NAAAA!
    Quindi, ripeto, che sia a parole o su internet o in un annuncio, descrivi al meglio l’identikit professionale della persona che cerchi.
  • NON FARTI SCRUPOLI, ALZA L’ASTICELLA, E SII ONESTO!
    Inutile nascondere che dovranno fare straordinari, o chissà quale altro aspetto sfavorevole.
  • Ah, CHIARISCI BENE ANCHE QUALI VALORI CERCHI: se li vuoi onesti, flessibili, creativi, competenti, appassionati… perché possono essere diversi da te in tutto, ma devono condividere i tuoi valori, oppure prima o poi vi troverete agli antipodi.

Ricorda: più l’annuncio è anonimo e più saranno anonimi quelli che risponderanno. Meglio specifichi chi cerchi e più ridimensionerai la quantità… a beneficio della qualità.

 

Problema 2: LA SELEZIONE DEI COLLABORATORI
Sottotitolo: basta che respirino o devono anche lavorare senza respirare?

Mi hanno raccontato di colloqui fatti in piedi, mentre lo pseudo datore di lavoro serviva la clientela, o rispondeva al telefono.

Conosco persone di valore (potenziali collaboratori) che al termine del colloquio non hanno capito né cosa avrebbero dovuto fare, né quanto avrebbero potuto guadagnare.

Altri mi hanno detto di aver sostenuto colloqui in cui l’imprenditore intavolava un monologo di un’ora della serie “Io sono Dio e tu sei una cacchina che forse Dio (cioè io) deciderà di assumere/redimere/miracolare”

Al contrario altri datori di lavoro si sono presentati disperati, sparando a zero su chi ha preceduto il candidato, o palesando in maniera troppo evidente il loro bisogno di personale.

Ancora, ci sono quegli imprenditori che pretendono di ottenere la luna in cambio di un tozzo di pane, e chi, al contrario, alla prima buona affermazione del candidato sarebbe pronto a consegnargli le chiavi dell’azienda.


SOLUZIONE 2 : Il colloquio è una cosa seria, molto seria: PREPARATI!

Per favore, per favore! Dedicati COMPLETAMENTE all’incontro!
PREPARATI BENE per affrontarlo al meglio!
Dimenticati che sei tu il capo: sii all’altezza, o perderai le migliori candidature perché non li conquisterai! Saranno loro a non scegliere te!!!

I candidati migliori scelgono le opportunità migliori: quindi proponiti come tale!

(sì, sto parlando a te, caro datore!)
Fare un colloquio equivale ad una vendita in cui entrambe le persone espongono la loro merce (se stessi): ma deve essere una vendita etica, corretta, trasparente!

Ecco cosa fare durante il colloquio:

  • Trascorri due terzi del tempo ad ascoltare e la metà (un terzo) a parlare.
  • Poni domande intelligenti, evita di interrompere durante le risposte, e dà modo al tuo interlocutore di fare domande a te.
  • Analizzate INSIEME almeno alcuni degli scenari che si verificheranno quotidianamente nell’ambito dell’attività: verifica come si comporterebbe.
  • NON DARE SUBITO UN RESPONSO: fosse anche la persona che sognavi di trovare, dormici su: digli che lo contatterai domattina alle 10 in punto, e sii puntuale!
  • Infine NON FERMARTI AD UN SOLO COLLOQUIO: due, tre, ti danno maggiori garanzie.

 

Problema 3: L’OPERATIVITÀ.
Sottotitolo: nessuno sa fare le cose come le faccio io!

Certe volte quando sento certi imprenditori sminuire ciò che è stato fatto da un loro collaboratore dicendo che loro avrebbero saputo fare meglio, mi viene da chiedermi come diavolo mi è venuto in mente di fare il lavatore di caproni!

Di motivazione parleremo fra poco, ma già qui deve esserti chiaro: SE I TUOI COLLABORATORI SONO DEMOTIVATI, SEI TU IL PROBLEMA: o li hai scelti male, o sei tu che li demotivi, o sei tu che non li metti in condizioni di motivarsi
(no, non è la stessa cosa, demotivare e motivare sono DUE cose)!

Ficcati in quella testolina che ci sono persone in grado di fare anche meglio di te, o di ottenere ciò che ti aspetti da loro pur procedendo in modo diverso da come faresti tu!

Se cerchi dei cloni, studiati le evoluzioni scientifiche della pecora Dolly!

Come detto in precedenza, individua persone che condividono i tuoi valori professionali, ma mettili in condizioni di potersi esprimere!


SOLUZIONE 3: Se vuoi un lavoro fatto al meglio, fai incontrare Talento e Passione!

In altre parole, non importa quanto il lavoro sia pratico o concettuale, creativo o routinario: FAI IN MODO CHE LA PERSONA GIUSTA SVOLGA IL LAVORO CHE SA FAR MEGLIO E CHE GLI PIACE PIÙ FARE.

Quanto il talento incontra la passione, un lavoro diventa emozione.

Il tuo compito, sempre se vuoi essere un vero leader, è quello di analizzare chi hai di fonte, e chiederti COME PUÒ FARE AL MEGLIO CIÒ CHE GLI CHIEDI (non come lo faresti tu,
maledizione!)

Ecco cosa puoi fare:

  • Cerca di capire qual è il sistema attraverso cui LUI (il collaboratore) apprende le cose, a capire se LUI ha più bisogno di informazioni o di sperimentare, se LUI preferisce chiederti le cose o sentirsele dire, se LUI è pronto per la delega che gli vuoi conferire o se gli manca ancora qualcosa (LUI o LEI ovviamente non fa differenza!).
  • Fatti queste domande chiave:
    Primo: ha capito cosa ti aspetti da lui?
    Secondo: sa come ottenerlo?
    Terzo: sa cosa accadrà se ci riesce e/o se fallisce?
  • Fai in modo che attribuisca un significato al suo lavoro (perché lui deve andarne orgoglioso!); poi mettilo nelle condizioni di vivere il lavoro come un’esperienza gratificante di per sé; infine condividi con LUI gioie e dolori legati al risultato.
  • Mano a mano sii sempre meno consulente capo e sempre più coach: intendo che dovrai sempre di più permettergli di arrivare da solo alle soluzioni.
    Come si fa? all’inizio lo formi, gli spieghi perché si fa così e non cosà; secondariamente fai vedere come si fa; poi verifichi se ha capito ed accettato; poi guardi come fa; poi correggi facendo ragionare LUI sulla soluzione, anziché dargliela tu!

 

Problema 4: LA MOTIVAZIONE.
Sottotitolo: la verità è che la voglia ce l’hai o non ce l’hai.

Ma chi diamine avrà mai inventato sta parolaccia chiamata CARATTERE?!

Nella mia strada professionale ho incontrato lavativi che sono diventati stacanovisti, imbranati che sono diventati fenomeni, pecorelle che sono diventati condottieri.

L’errore sta nel supporre che saranno così (“sbagliati”) per sempre

 

SOLUZIONE 4: Gratifica i tuoi collaboratori

San (per me è quasi santo, sul serio) Tom Peters, guru della leadership mi ha insegnato che:

Devi trattare ogni tuo collaboratore come se tu per primo fossi convinto che ha talento, e che presto lo esprimerà al meglio.

Un leader cazzia quando è ora di cazziare, e gratifica quando è ora di gratificare.

(Detto per inciso: guai a pensare che il denaro sia l’unica forma di premiazione eh?!
Se il denaro e i premi economici fossero la strada maestra, ENCARTA (enciclopedia by Microsoft, coi suoi manager super pagati) sarebbe stato un successone e WIKIPEDIA (coi suoi innumerevoli volontari) non esisterebbe. Invece sappiamo benissimo che è esattamente il contrario.)

Tempo fa ho scritto una frase che vale questo post (più un altro centinaio):

Compito di un motivatore non è motivare le persone, bensì mettere le persone in condizioni di motivare se stesse.

Se non sai motivare, smetti di definirti “leader”.
Un leader che non sa motivare, semplicemente NON ESISTE, è una contraddizione.

Le squadre che vincono non hanno allenatori e motivatori: hanno allenatori che sanno motivare!
Poi, bene inteso, qui servirebbe altro tempo per parlare di individui e di squadre… ma il tempo a nostra disposizione è terminato.

 

EHI TU,  HAI 4 BELLISSIME SFIDE DA VINCERE!
Ora conosci meglio quali sono i problemi e hai buone carte da giocarti per risolverli, per trasformare le criticità in opportunità.

E se leggendo questo post ti è venuta voglia di ricompensarmi per gli input e/o per i risultati che otterrai, puoi fare una cosa molto semplice: raccontaci come si evolverà dopo questo post il tuo modo di fare, di essere leader.

Il vero leader non vede una persona per quello che è, bensì per quello che può diventare.

Il vero leader non vede una persona per quello che è, bensì per quello che può diventare, e il primo posto in cui guarda è nello specchio.

Con Forza & Cuore
Lelio “lele” Canavero

Lele Canavero

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6 COMMENTI

  1. E’ vero! il primo punto di forza in una azienda sono le persone giuste con i giusti atteggiamenti, ovvero il team. Grazie Lele per i preziosi consigli. quando farai il corso dalle mie parti (magari a PADOVA) penso mi iscriverò.

  2. Mi faccio due chiacchiere tra me e me: “Cara la mia cara Raffy, ti rendi conto di com’eri ridotta si o no!” “Ma dai smettila di caziarmi, lo so lo so lo ammetto, infatti adesso guardandomi indietro fino ad un anno e mezzo fa, prima di conoscere il mio coach…” “Chi scusa?” “Ma si Leleeeee! Prima di frequentare i suoi corsi ero proprio come dice qui sopra in tutto quello che non si deve fare! Mah! Ti prometto che NON LO FACCIO E FARÒ MAI PIÙ!!!”. Se mi guardo in dietro mi viene il broncio, se guardo ad ora mi emoziono per i traguardi positivi che attendevo da tempo e se guardo avanti mi emoziona e stimola ancora di più. Con i tuoi corsi, con i tuoi imput ho e sto ritrovando la mia piccola GRANDE squadra: ci si stima, si gioisce, si piange insieme e si rema nella stessa direzione. Quanto lavoro c’é ancora da fare ma…per la veritá i tuoi corsi li ho giá fatti tutti. No aspetta…me ne manca uno! Pronti si parte per Teamizzare?! Beh mi sa che ci iscriviamo! Sii (PS aspetta che vado a chiederlo a “quell’altra” perché adesso vuole sempre accompagnarmi perché ha paura che sbagli strada sssssst ma tanto quando le dirò che é un corso di Lele non ci sará bisogno di convincerla per niente. Certe dei RISULTATI compriamo a scatola chiusa). Grazie Lele Grazie

  3. @Fabio se hai sense of humour sono a posto… oppure mi inguaio volentieri 🙂 Che ne dici di spostarti un pochino? Così ti piombo direttamente sul divano! Al prossimo Intraprenditori Live (Roma 28 febbraio 1 e 2 marzo) arriveranno dal Trentino, dalla Sardegna, dal Molise, da Nizza! Se volete frequentare corsi eccellenti, qualche sacrificio dovete essere disposti a fare, diversamente vi restano due opzioni: UNO fare corsi con gente che, siccome non riesce a fare una cosa, la insegna; DUE partecipare a serate e speech promozionali in cui l’unico vero obiettivo è…. vendevi altri corsi. CREDIMI, Se è TEAMIZZARE che ti interessa, più vicino di Verona dubito che ti capiterà, almeno da qui a un paio di annetti 🙂 Ciao Fabio, un abbraccio

  4. @Raffaella, hai il potere di emozionarmi, cosa non da poco, soprattutto perché lo fai due volte: una per come ti poni, una per i risultati che stai ottenendo, che di gran lunga sono la nostra comune e miglior ricompensa di ogni sforzo! Continua pure a cazziarti, continua pure a trasformare ogni input in azione… continuerai a crescere, ad essere ogni giorno di più… Tu: Raffaella Murelli 🙂 Un abbrabacione

  5. Ma ciao Lele

  6. buona sera a tutti ,mi chiamo elio ingarao parrucchiere da 30 anni e sono di catania,vorrei crescere vorrei piu successo ,vorrei che la gente la mia clietela in me vedesse il suo parrucchiere di fiducia e non tradirlo ,invce mi accorgo che poi no faccio la differenza,ho un negozio carino si ma non e alla moda ,non ho i soldi per farlo per rinnovarlo e no trovo nessuno che mi aiuti,il mio desiderio e far diventare cataia la milano del sud dove il negozio di parrucchiere fosse come un grande negozio griffato del nord,vedo i programmi dove magari tutto e favola,sto scrivendo per avere dei consigli o no so ,mi mancano le idee e i soldi ,ho qelli per andare avanti alla giornata, io sono di catania il negozi e sito in via fiamingo 8/d infoline 095317142 o 3407368874

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