Ogni volta che parlo con un imprenditore, avverto in maniera nitida, palpabile, il peso di non avere persone con cui condividere sfide e difficoltà.
Questo bisogno di condividere con qualcuno progetti, sogni, difficoltà, che è sempre vivo in lui, grida ancor più forte in un momento in cui le decisioni da prendere si fanno più che mai importanti.
La posta in gioco è alta.
Non è sufficiente mettere in campo le consuete abilità, occorre sfoderare nuove risorse, nuove energie, innovare, cavalcare il cambiamento prima che sia il cambiamento a travolgerci.
Fra le onde e i venti di questa burrasca, l’imprenditore che ha bisogno di supporto arriva a cercarlo anche in amici, familiari, dipendenti.
Spesso, però, loro malgrado queste persone non si rivelano interlocutori adeguati a sostenere e stimolare il confronto.
Tutt’altro. Molte volte distruggono anziché costruire.
L’imprenditore continua a contare solo su stesso, ad essere “un uomo solo al comando”.
La distanza a cui siamo costretti in questo momento non fa che contribuire a farlo sentire isolato, oltre che solo.