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Le regole ti rendono libero


Se esistesse un modo per avere più tempo e migliorare le tue performances personali e professionali ti piacerebbe conoscerlo? Se hai risposto “sì” questo post può tornarti utile. Questo post tratta di REGOLE.

regoleContinuo a sentir parlare di regole in modo decisamente contraddittorio.
C’è chi predica bene e razzola male, chi ha le idee piuttosto confuse, chi afferma di non porsi il problema… e così facendo ne diventa spesso vittima (perché come ho scritto e detto più volte ignorare un problema è il miglior modo per alimentarlo), chi pensa di essere libero se non ha regole e schiavo se ne ha.

L’obiettivo di questo post non è di esaurire un tema per cui non sono bastati fior di filosofi e anni di vita più o meno complicata, quanto di riflettere su cosa possiamo fare SUBITO E BENE per fare delle regole uno strumento più che un tormento.

Il primo presunto problema è quello di generalizzare (credo che pochi errori possano rivelarsi pericolosi quanto questo!). Ecco, generalizzare è quasi sempre un grosso rischio, un generatore di problemi per eccellenza.

Per esempio, se dico che “Mi piace come comunica Papa Francesco” la maggioranza dedurrà che credo in Dio… in realtà sono agnostico.
Se dico una cosa buona di Mussolini sono fascista, se la dico contro un extracomunitario sono razzista, e via così.

Allo stesso modo se mi schiero a favore delle regole in tanti mi daranno subito del bacchettone tradizionalista, se ne parlo male diventerò in un lampo un anarchico sovversivo. Troppo riduttivo.

Ti assicuro che pochi suggerimenti hanno stravolto in meglio la mia vita quanto smetterla di cercare di etichettare ogni cosa, di metterla “di qui o di qua”.

Rifiutati categoricamente di cadere nel tranello delle generalizzazioni, ascolta me!

Comincia da questo post: analizzando il tema delle regole senza farti condizionare da preconcetti o convinzioni. Perché se parti con l’idea che avere delle regole sia solo e sempre giusto, o solo e sempre un errore… beh farai il possibile per darti ragione, precludendoti ogni opportunità di crescita… continuerai a pensare quello che hai sempre pensato, fare quello che hai sempre fatto.

Ho perso il conto delle volte in cui la mia apertura mentale a qualcosa di apparentemente discutibile, o lontano dal mio modo di pensare, ha finito per garantirmi nuove vie, nuove opportunità. La cosa più drammatica è che non vedi certe cose come sono perché le guardi con gli occhi chiusi (il famigerato prosciutto sugli occhi). Diventi schiavo dei dogmi, delle credenze di altri, dei tuoi limiti, delle abitudini.

Vuoi capire se e come le regole possono tornarti utili?
Entraci dentro, scomponile, analizzale da più prospettive.
Ripeto, metti la museruola ai preconcetti, a ciò che già sai/già pensi sul tema.

Dai, diamoci dentro.

Tempo fa lessi una frase di Rickard “Rick” Falkvinge, politico e imprenditore svedese:

Se giochi seguendo le regole, perderai sempre. Perché le regole sono state scritte da qualcun altro, allo scopo di mantenere lo status quo.

Questo significa che “Rick” è contro le regole … SIAMO SICURI?
Lui parla di “regole scritte da qualcun altro”! Non tutte le regole, quelle scritte da altri!
Capisci cosa intendo quando invito a non generalizzare?
regole_imposte
Signori io non amo seguire tutte le regole che mi “propongono”, ma se oggi posso dichiararmi decisamente soddisfatto della vita che conduco e della persona che sono diventato, beh, lo devo alle regole che mi sono dato! Che IO mi sono dato!

Talvolta più a cuor leggero, talvolta forzandomi (almeno per un periodo).

Forse mangerei di più e cose diverse da quelle che mangio. Farei sesso con un’armata di strapassere. L’elenco può allungarsi, ma la domanda resterebbe comunque una: SE LO FACESSI SAREI PIÙ LIBERO DI QUANTO SONO ORA? Il fatto di non scofanarmi un intero barattolo di Nutella a merenda mi rende davvero meno libero, più schiavo?

Il primo luogo comune è che le regole limitino la libertà.

Sono convintissimo che non sia così. Dipende dal tipo di regole e soprattutto dal modo in cui decido di interpretarle.

Mi do delle regole nel modo in cui mi alimento e facendolo mi sento libero di gestire il mio fisico. Tendenzialmente posso mangiare “bene” undici volte a settimana e mangiare “ciò che mi pare” le restanti tre. E quando mi guardo allo specchio mi piaccio.
Passo pochissimo tempo a dirmi “ecco guarda che bella torta, me la mangerei tutta adesso”, semmai mi dico “wow bella torta, sabato me ne mangerò una bella fetta, evviva!”.

Per intenderci questo mio modo di pensare è il risultato di un grosso lavoro interiore. Ho dovuto lavorare su certe mie abitudini mentali!

Come ci sono riuscito? Allenandomi.
Allenando la mia mente a “pensare così” anziché “cosà”. In specifico le tecniche che ho adottato con successo le insegno all’interno del “Forza&Cuore”, ma qui subito posso dirti che per riuscirci… HO DOVUTO DARMI DELLE REGOLE.

regole_e_libertàRegole che oggi mi consentono di essere come speravo di diventare. Di sentirmi libero, consapevole, capace di influenzare le mie risposte mentali, i miei atteggiamenti, le mie azioni.

LE REGOLE MI HANNO RESO LIBERO.

Non tutte. Principalmente quelle che mi sono scelto. Fra loro esistono regole che mi sono dato… per gestire meglio quelle che mi impongono. E scegliere se – quando – come rispettarle.

E chi si professa libero affermando che “vive giorno per giorno”… e poi non dorme di notte perché ha problemi economici? Fantastico. A chi darà la colpa? Alla società, ai genitori, a Harry Potter?
Di certo non a se stesso. “Lui è così, poverino”. Ma non parlategli di regole, limitano la libertà, e lui vuole essere libero (di fare una vita di merda).

Leo Longanesi affermava

Non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi.

La libertà è qualcosa che prescinde dalle regole. Almeno fin che si vive in nazioni come la nostra.
Per George Bernard Shaw “Libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.”

Le regole possono diventare uno strumento per sentirsi davvero liberi

Le Regole fanno parte dei “Patrimoni” dell’Intraprenditore, quelle risorse di cui dispone per far funzionare meglio la sua impresa. Ne parleremo nella Tappa 1 del Metodo Intraprenditori: “Ricomincio da Me”

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TI PROPONGO DI COSTRUIRE IL TUO MODO DI INTERPRETARE LE REGOLE RIFLETTENDO ANCHE SU NOVE SEMPLICI INPUT. Eccoli:

  • INPUT 1 > Il miglior modo di vivere senza regole consiste nell’avere delle regole.Se ti lamenti di avere troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle, può essere perché ti manca disciplina; intanto nel dedicare del tempo al tempo (regola!), così da stimare se quello che hai da fare è fattibile nel tempo a disposizione.
    Gioca-secondo-le-tue-regoleIn caso contrario già in fase di analisi puoi decidere di posticipare o delegare una cosa da fare, o almeno avvisare eventuali altre persone sul fatto che ti occorrerà più tempo, anziché dover poi accampare scuse per non esserci riuscito e stress per il dover accampare scuse.
    Prendi un aspetto, una porzione della tua vita, e prova a programmare di più e meglio, rispettando quelle “regole” che scegli di darti. Fallo come fosse un test, onesto, con te impegnato a verificare se funziona (insomma non sabotare il sistema solo per dimostrare che non va!).
  • INPUT 2 > Non esistono regole grandi e regole piccole: esistono regole, o non esistono.L’eccezione non è la conferma della regola, è la tomba della regola. La flessibilità è una dote indispensabile oggi, nel business come nella vita. Ma essere troppo flessibili ci toglie forza.
    Ripeto, non sono un talebano, non vivo solo ed esclusivamente in ragione delle regole! Ma se mi do una regola la rispetto, punto!
  • INPUT 3 > Per essere tale, una regola deve essere precisa: se una regola va spiegata o può essere interpretata, non è una buona regola.Che riguardi me personalmente, o qualcosa che definiamo in famiglia, o in ambito professionale, quando si stabilisce una regola chi deve osservarla deve saperla spiegare, deve averla ben chiara. “Devi arrivare presto” non è una regola, “Devi arrivare entro le 19.00” lo è.
    Ovviamente questo vale anche per me! Non che fra un mese se rileggo la regola non sono più in grado di capirla!
  • INPUT 4 > Ogni regola va scritta; se non è scritta, non esiste.Puoi considerarlo un’estensione dell’input precedente. Quante volte certi imprenditori mi dicono che le regole sono “qui”, e portano il dito indice verso la tempia? Ma fatevi furbi! Quello che molti chiamano “buon senso”, secondo il quale ognuno dovrebbe rispettare le regole perché sono ovvie, di buon senso ha veramente poco.
    Se voglio che qualcuno faccia ciò che gli chiedo, o che lo faccia in un certo modo, devo essere preciso. Ne discutiamo insieme, arriviamo a un dunque, e redigiamo la regola per iscritto.
  • INPUT 5 > Redigi le regole con chi le dovrà rispettare.A casa mia come in azienda, esiste un Codice. Un Codice con delle regole.
    Per esempio i miei figli sanno che non si portano giocattoli (né telefonini, adesso che sono grandi) a tavola. Perché lo sanno? Perché hanno partecipato alla redazione di questa regola. Non gli è stata imposta, è stata condivisa. Le regole di casa le abbiamo scritte insieme. Se sono state rispettate sempre? No. Ma molto, molto, molto spesso, e per me, per noi, è già abbastanza.
  • INPUT 6 > Trasforma le eccezioni in regole.giusto_sbagliatoPer quanto possibile stabilisci come ci si dovrà (come ti dovrai) comportare in caso di eventi straordinari, o di regole non rispettate, o di sopravvenute novità.
  • INPUT 7 > Meno compromessi e più equilibri.Non mi piace pensare a compromessi, manco tutto fosse oggetto di negoziazioni. Mi piace pensare che l’analisi che prelude alla regola sia fatta abbastanza bene per generare una regola che accontenta tutti, seppure in misure diverse.
    Preferisco parlare di “equilibrio” piuttosto che di “compromesso”, perché non è solo un termine in luogo di un altro, è proprio il modo di pensare un concetto che è diverso.
  • INPUT 8 > Vivi ogni regola in prospettiva.Quegli stessi limiti e “sacrifici” che la regola ti potrebbe imporre all’inizio ti torneranno indietro in termini di benefici, e con gli interessi. Accetta di buon grado le difficoltà iniziali: ben presto ti accorgerai che quelle che sembrano sbarre di una cella in realtà sono scalini che ti portano in alto.
  • INPUT 9 > Il modo in cui proponi una regola determinerà quanto essa venga accettata e rispettata.Se la prima regola di una regola consiste nel pensarla bene, la seconda regola consiste nel comunicarla bene.
    Personalmente ho celebrato la scelta di adottare certe regole, per esempio quella di alzarmi prima al mattino. Ho visualizzato i risultati che avrei ottenuto, mi sono congratulato con me stesso… allo stesso modo se propongo ad altri delle regole, le festeggiamo, non le propongo come un “adesso basta, si fa così”! bensì come un “finalmente potremo…”.

“Lele tu rispetti sempre le regole?”

Come detto quelle che mi sono dato le rispetto in modo sistematico. O sono disposto a trattare le regole come i valori oppure non fisso regole.

Su quelle che mi danno prendo decisioni di volta in volta. Per esempio in autostrada se non c’è traffico vado un po’ più forte dei limiti che mi danno. In un centro abitato vado un po’ più piano di come potrei andare. Non maneggio il telefonino mentre guido (posso distruggere la mia auto o peggio una vita).
E via così, a scegliere se – come rispettare le regole imposte.

Ogni tanto le subisco, certo, come tutti. Ma mi sono dato… una regola: A che serve essere spettatori di fronte ad un problema? O cominci ad essere parte della soluzione, o smetti di essere spettatore!

E TU? Immagino che alle riflessioni che ti ho appena proposto ne vorrai aggiungere altre. Bene, sono, siamo qui che aspettiamo di leggere le tue opinioni al riguardo!

Mi raccomando, poco importa che sia un discorso “pro” o “contro” le regole: se vogliamo crescere dobbiamo essere pronti ad analizzare più prospettive, specie quelle più lontane dalle nostre!

Le Regole fanno parte dei “Patrimoni” dell’Intraprenditore, quelle risorse di cui dispone per far funzionare meglio la sua impresa. Ne parleremo nella Tappa 1 del Metodo Intraprenditori: “Ricomincio da Me”

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Lele Canavero

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