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Come trasformare gli errori nel motore dell’evoluzione del tuo business


  • Qual è la lezione numero 1 che hai imparato nel tuo business durante questo periodo di emergenza?

Ho creato un post sul gruppo con questa domanda e in questo articolo voglio metterti in condizioni di rispondere con maggiore consapevolezza e, soprattutto, di avere un metodo attraverso il quale trasformare ogni errore in lezione e, poi, portare tale insegnamento nel tuo business.

 

Da quando è iniziata questa emergenza ho avuto modo di dire più volte che, attraverso il COVID 19, siamo entrati in una nuova stagione del business. Non sappiamo quanto durerà, ma sappiamo che sarà una stagione più rigida rispetto a quella che l’ha preceduta, una sorta di “inverno” economico.

Questa stagione, tuttavia, è l’opportunità per forgiare una nuova generazione di imprenditori.

Imprenditori che abbiano più consapevolezza di come funziona il proprio business, delle sue dinamiche e di come metterlo in condizione di diventare un generatore di denaro, libertà e significato.

Imprenditori che abbiano anche una maggiore consapevolezza di quale sia la funzione della loro attività e dell’impatto che debba avere non soltanto nella propria vita, ma in quella di tutte le persone con le quali il business entra in contatto (clienti e collaboratori in primis), oltre che rispetto al “resto del mondo” (ciò non significa necessariamente dover impattare su miliardi di persone; a volte è sufficiente avere impatto su un’altra singola persona o sulla piccola comunità locale nella quale si viva e opera).

Ti piace l’idea di essere parte di questa nuova generazione di imprenditori?

Questo è il mio impegno!

Sono convinto che questa nuova generazione di imprenditori sia quello di cui il nostro Paese ha bisogno e, pertanto, il mio impegno è proprio quello di portare avanti le mie attività seguendo questi principi e supportare gli altri imprenditori che hanno voglia di fare altrettanto.

Augurandomi che tu voglia essere parte di questa nuova generazione di imprenditori, ti invito, per riuscirci, a trarre massimo insegnamento da ciò che sta accadendo nel tuo business da quando la pandemia è iniziata.

Fermati qualche minuto a ragionare su cosa è accaduto all’interno della tua attività negli ultimi tre mesi, passa in rassegna questo periodo e vai alla ricerca di “vittorie” e “lezioni”.

Questo periodo ti avrà detto molto di te e dell’imprenditore che sei stato fino a prima che il Covid 19 esplodesse in tutto il suo fragore.

Potresti aver riscontrato vittorie, perché ti sei accorto che alcune cose le hai fatte bene (allora datti pure una pacca sulla spalla) oppure potresti renderti conto che alcune cose potevano essere fatte decisamente meglio. Tuttavia non fermarti a guardare l’errore, ma vai alla ricerca della lezione!

Le lezioni sono ciò che ti guida verso l’innovazione

Pertanto, essendo ogni lezione figlia di un errore, possiamo dire che ogni errore è una… benedizione!

Vai alla ricerca di errori per costantemente innovare e migliorare la tua attività.

Gli errori sono una benedizione, pertanto accoglili e ricercali tra le tue attività passate, ma, soprattutto, trasformali in lezioni! Se non hai la capacità di trasformare ogni errore in lezione ti troverai a ripetere lo stesso errore più volte e questo va evitato assolutamente.

Se ogni errore nuovo è una benedizione, ogni errore ripetuto è una dannazione.

Ogni errore nuovo ci aiuta a capire come le cose NON vanno fatte, ma dobbiamo essere in grado di trasformare quell’errore in una lezione e poi, anche, di trasformare quella lezione in azioni concrete (e non sempre è facile riuscirci).

Riassunto per te e per i componenti del tuo team:

  • Passa in rassegna le attività passate.
  • Ogni volta che individui un errore, benedicilo!
  • Trasforma l’errore in lezione.
  • Individua come trasformare la lezione in azioni concrete.

Regola aurea: fai in modo che lo stesso errore non sia mai ripetuto due volte.

 

La revisione trimestrale

Faccio questo lavoro con i miei clienti una volta ogni tre mesi.
Addirittura per me lo faccio una volta alla settimana.

Attraverso un buon processo di revisione, oltre a far emergere vittorie e lezioni, puoi trarre numerose indicazioni per il proseguo della tua attività.

Ecco, quindi, le istruzioni precise per effettuare la tua revisione.

  • Prendi carta e penna (o apri un file di testo sul tuo dispositivo elettronico) e passa in rassegna gli ultimi tre mesi alla ricerca di “vittorie”, i risultati più significativi raggiunti nel periodo in esame, ed “errori”. Mettili in colonna uno sotto l’altro.
  • Terminato l’elenco, affianco ad ogni errore scrivi la lezione che hai imparato.
  • Ora scrivi affianco ad ogni vittoria e ad ogni lezione la risposta alla domanda “perché è importante per me?”.
    I “perché” sono sempre molto importanti, in quanto rappresentano ciò che dà valore e significato a quella singola attività e che ti mettono nella condizione di capitalizzarne l’insegnamento.
  • Per ogni riga scrivi quale può essere “il passo successivo”, l’ulteriore progresso per ottenere nuove vittorie facendo tesoro di vittorie e lezioni passate.
  • Per ogni ulteriore progresso individua il punto di partenza, la prima azione dalla quale iniziare per implementare e, possibilmente, inseriscila nel tuo planner.

Ti faccio un esempio.

Ipotizziamo che uno degli errori che hai indicato nel tuo elenco sia: esserti trovato nel corso di questa emergenza in pesante crisi di liquidità.

Pertanto:

1) Errore: mi sono trovato senza liquidità.

2) Lezione (potrei trarre diverse lezioni da questo errore, in questo momento ne scelgo una): creare una riserva attraverso la quale mettere nella condizione il mio business di andare avanti anche in caso di 3, meglio ancora 6,  mesi di completa inattività (ho parlato di questa riserva anche nel precedente articolo: “La tua priorità n.1”). Questo, ovviamente, presuppone che io conosca il preciso ammontare dei miei costi.

3) Perché è importante? Per evitare di mettere a rischio il lavoro e i sacrifici di tanti anni. Per farmi stare più tranquillo e sapere che posso “permettermi” uno stop di 3/6 mesi anche per esigenze diverse dalla pandemia.

4) Ulteriore progresso: Accantonare il 3% (potrebbe essere il 2% o il 5% o la percentuale che preferisci) di tutte le mie entrate, fino al raggiungimento dell’importo definito.

5) La prima azione: Andare in banca per aprire un conto parallelo, a zero costi,  da utilizzare come fondo di deposito per la mia riserva. Metto in agenda quando intendo andarci o, ancora meglio, chiamo subito per prendere un appuntamento.

Approfitto di questo esempio per aprire una parentesi sulla tecnica attraverso la quale aumentare le probabilità di proteggere parte dei tuoi ricavi. È la stessa tecnica che suggerisco di utilizzare per generare più facilmente “profitti” da destinare alla remunerazione dell’imprenditore. La logica è quella del “paga prima te stesso”.

Se sottrai, con una periodicità programmata, una percentuale al totale dei tuoi incassi e la sposti su un altro conto, aumenti enormemente le probabilità di essere in grado di generare e proteggere questo “profitto”.

Diversamente, se individui questa percentuale e lasci il relativo importo sul tuo conto principale sarai molto più portato a “spendere” quel denaro, riducendo le probabilità di ritrovarti questo tesoretto a fine anno. Questa dinamica si verifica per una sorta di Legge di Parkinson applicata alla tua contabilità.

Così come “il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile”, le tue spese si espandono fino ad occupare tutta la tua disponibilità sul conto (o persino quella del fido, se ne hai uno!).

Se la tua contabilità naviga “a vista”, sei portato a spendere sulla base delle disponibilità che vedi sul tuo conto. Se vedi meno denaro, sarai più parsimonioso e oculato nelle spese.

Pertanto periodicamente, almeno una volta ogni due settimane, fai un controllo degli incassi dei 15 giorni precedenti e trasferisci la percentuale predeterminata su un conto a parte, senza costi, destinato al tuo fondo di garanzia.

 

Il registro degli errori

Un altro metodo per trasformare in lezioni gli errori, soprattutto quelli di natura operativa, è quello di istituire all’interno della tua impresa quello che io chiamo “il registro degli errori”.

Il tuo registro degli errori può essere un semplice file di testo condiviso con la tua squadra (puoi usare, ad esempio, Google DOCS oppure caricare un file Word su Dropbox).

Ogni volta che si verifica un errore nell’operatività del business occorre che tu o gli altri componenti del tuo team lo annotiate in questo registro.

Ovviamente periodicamente (suggerisco di farlo una volta alla settimana all’interno della riunione settimanale) questo registro degli errori va processato, ossia ciascun errore va analizzato nel dettaglio per comprendere:

  1. se l’errore indicato nel registro è il vero errore o se ne nasconde un altro
  2. come evitare che questo errore si ripeta in futuro.

Questo è il processo che determina le nascita delle procedure aziendali.

Possiamo dire che il registro degli errori ti aiuta a creare un processo attraverso il quale, di settimana in settimana, costruisci le tue procedure aziendali facendo in modo che determinati errori non si ripetano.

In presenza di un errore non andare alla ricerca di un colpevole, ma vai alla ricerca di un sistema da migliorare!

Il registro degli errori mette in evidenza il problema e, di conseguenza, il sistema da migliorare. Attraverso la riunione, costruisci la procedura che evita che questo errore sia ripetuto.

Sia la revisione trimestrale sia il registro degli errori sono strumenti che solitamente fanno emergere errori di natura operativa. C’è, tuttavia, un’altra famiglia di errori che è molto più difficile da rilevare e da trasformare in lezioni: gli errori strategici.

 

Gli errori strategici

Voglio raccontarti un aneddoto emerso qualche giorno fa in uno dei nostri “Comitati di direzione”.

In ogni “Comitato di Direzione”, un piccolo gruppo di imprenditori, mai in concorrenza tra loro, ma omogenei per caratteristiche e ambizioni, ha l’opportunità di avvalersi delle esperienze del gruppo e del coach per far fronte ad una particolare difficoltà/sfida con la quale si sta misurando.

All’interno di uno di questi comitati, qualche giorno fa, è venuta fuori una storia secondo me interessante che voglio condividere con te.

Il protagonista è un imprenditore che è alla guida da molti anni di un piccolo gruppo di aziende che insieme impiegano qualche decina di collaboratori e che sviluppano qualche milione di euro di fatturato.

All’interno del comitato, il nostro imprenditore ha confessato: “Il Coronavirus ha creato molte difficoltà, ma le mie aziende erano già malate”.

Che grande esempio di consapevolezza!

Quale malattia avevano queste aziende?
Non rappresentare qualcosa di unico per i propri clienti e, pertanto, essere totalmente vittime degli usi e costumi del proprio mercato di riferimento.

Infatti, nonostante queste aziende siano leader nella propria ADA (Area D’Azione), sono comunque costrette ad adeguarsi alle continue richieste di dilazione nei pagamenti da parte dei propri clienti (artigiani e micro imprenditori). Tali richieste, ulteriormente amplificate dall’emergenza, trovando altri operatori disposti ad accoglierle (spesso per disperazione), mettono il protagonista della nostra storia nella condizione di adeguarsi, acuendo la crisi di liquidità del momento, oppure di perdere importanti quote di mercato.

Ovviamente questa situazione è soltanto esasperata dalla pandemia.

Il nostro imprenditore, molto accorto e intelligente, è consapevole che questa malattia affliggeva le sue aziende già prima del Covid 19.
Semplicemente adesso è diventata ancora più manifesta e chiara.

Ma perché ti ho raccontato questa storia?
Te la racconto per evidenziare la difficoltà di trasformare gli errori strategici in lezioni.

Nonostante la consapevolezza del proprio errore (“mancanza di unicità”), quando all’interno del “Comitato di direzione” siamo andati a capire come trasformare, nella pratica, questo errore in lezione, l’imprenditore è tornato a pianificare interventi in linea con quanto già fatto in passato! Praticamente nella sua operatività non c’era alcuna traccia della lezione appresa!

Perché questo accade?
Perché cambiare schemi e modelli del passato già consolidati è maledettamente difficile!

È facile, sulla carta, dire “devo rappresentare qualcosa di unico per i miei clienti”, ma nella pratica come si fa?

Per appartenere alla nuova generazione di imprenditori di cui ti ho parlato all’inizio di questo articolo occorre avere il coraggio di procedere non più in continuità ma in maniera dirompente rispetto a quelle che sono state le logiche del passato.

Occorre avere la capacità di individuare i propri errori strategici e di dire: “ho bisogno di rompere con quella che è stata la mia storia del passato e di diventare qualcosa di nuovo”.

È come il bruco che si trasforma in farfalla.

In questi giorni sto parlando con tanti imprenditori che sono al lavoro su progetti di questo tipo, progetti di “dirompente evoluzione”. Progetti che seppur legati al proprio settore di appartenenza non sono in continuità con quanto fatto fino ad oggi, ma rappresentano una profondo salto evolutivo.

Ogni azienda oggi ha la necessità di acquisire unicità agli occhi del proprio pubblico.

Mi rendo conto che questo è un lavoro difficile, dove spesso avere accesso ad un supporto può rivelarsi indispensabile. Questo è il motivo per il quale molti imprenditori arrivano da noi e dicono “ho individuato il problema, sono consapevole della necessità di un cambiamento, ma fatico ad individuare da solo la strada giusta per me”.

 

La macchina del tempo

Ti invito a fare una riflessione: ognuno di noi è esattamente dove l’hanno portato le proprie decisioni e azioni dei precedenti 5 anni.

Prova a passare in rassegna quello che hai fatto negli ultimi cinque anni: ovviamente nessuno di noi poteva immaginare di doversi confrontare con una pandemia globale, ma dove sei oggi è l’esatta conseguenza delle decisioni e delle azioni che hai preso (e anche di quelle che NON hai preso) nel corso degli ultimi 5 anni.

E 5 anni fa eri il risultato delle decisioni e delle azioni che avevi preso nei 5 anni precedenti.
Non so se questo ti consola, se ti fa montare la rabbia, se ti fa crescere la voglia di fare, tuttavia questa è la realtà.

Ancora più interessante, secondo me, è proiettarti tra 5 anni.

Vuoi continuare ad essere lo stesso imprenditore di oggi?
Vuoi continuare a correre senza sapere, con precisione, dove stai andando?

Oppure tra 5 anni vuoi essere l’espressione di un imprenditore più consapevole delle dinamiche del business e di cosa questo business deve essere in grado di produrre per sé stesso e per i suoi collaboratori, per i clienti, per la società?

Probabilmente conoscerai già la definizione di follia di Albert Einstein che dice che follia è pensare di continuare a fare le stesse cose e di ottenere risultati diversi.

Pensa a te stesso tra 5 anni e pensa al fatto che quella persona raccoglierà i frutti delle decisioni e delle azioni che tu avrai messo in fila da questo momento in poi.

Il passato non conta più.
Da oggi in poi puoi iniziare una nuova storia, ma te ne devi assumere la responsabilità e ti devi rimboccare le maniche in tal senso.

Il tuo business può essere vittima di numerosi errori strategici.

Prima ti ho raccontato l’aneddoto relativo al rapporto “malato” di un’azienda con i propri clienti. Tante altre volte gli errori sono commessi con i fornitori o con le banche.

Un imprenditore, proprio pochi giorni fa, mi raccontava di come i propri fornitori lo obblighino ad effettuare acquisti importanti per quantità, come se il Covid-19 non fosse mai esistito.
Non solo! Gli stessi fornitori, incuranti del fatto che quell’imprenditore era stato costretto a restare chiuso per due mesi, intendono imporre anche le modalità con le quali dovrà pagare quelle forniture!

Se anche tu vivi una situazione del genere, quanto ancora vuoi essere ostaggio di terzi (banche, fornitori o clienti)?
Quanto ancora vuoi sottostare a queste direttive?
E quanto, invece, vuoi iniziare a costruire un business nuovo, interrompendo abitudini, schemi e modelli del passato?

Se ti sembra difficile farlo da solo, scrivimi, sono qui per questo.

Un’altra tipologia di errore a livello strategico è quello relativo al mancato rispetto della propedeuticità delle azioni da fare.

Ho parlato di questa propedeuticità nel precedente preziosissimo articolo: “La tua priorità n.1”.

Ho visto tante volte, ad esempio, imprenditori pensare di duplicare il proprio business, prima di averlo fatto funzionare davvero! Ora, io sono un grande fan del franchising, me ne occupo da quasi 20 anni, ma mentre altri ti fanno iniziare un processo di duplicazione senza badare alla tua situazione attuale io ti dico: “se la tua attività non produce degli adeguati profitti o non è sistematizzata, cosa vuoi duplicare?

Arriveremo al franchising – se c’è una cosa che non voglio fare è tarpare le ali alle ambizioni degli imprenditori – ma ora facciamo due passi indietro. Se abbiamo capito che il profitto viene prima della sistematizzazione e la sistematizzazione viene prima della duplicazione, allora… concentriamoci sul generare profitto!”

Mi sembra di sentirti: “Andrea, non so come si fa!
Facciamolo assieme! 

L’imprenditore di cui ti ho parlato prima, quello che sta lavorando al progetto per evolvere la sua attività in maniera dirompente rispetto al passato mi ha detto: “Andrea, so che devo iniziare ad acquisire nuovi contatti sul web, costruire una presenza social, ma nella pratica non so che fare! Non so a chi rivolgermi! Non so di chi fidarmi!”.

Se anche tu sei assorbito da simili dubbi, devi sapere che il lavoro che possiamo fare assieme è unico poiché:

  1. Non è fatto per creare dipendenza nei miei confronti perché non mi sostituisco a te nel lavoro pratico, ma ti supporto nel costruire la tua indipendenza, mettendo te o un team di persone da te individuate (o che individuiamo insieme) nella condizione di costruire sistemi che ti aiutino a risolvere il tuo problema numero uno non in maniera episodica, ma in maniera PAC (Prevedibile, Affidabile e Costante nel tempo).
  2. siamo gli unici in Italia a dirti: “definiamo un risultato e in 90 giorni lavoriamo insieme per raggiungerlo!”. Chi ha il coraggio di fare una proposta di questo tipo? Gli altri al massimo ti vendono informazioni con le quali ti promettono di raggiungere risultati mirabolanti, in modo che se poi non li raggiungi… il problema è che tu non sei capace!

 

Il passo successivo

Ti invito a prendere qualche minuto e a fare il lavoro di revisione proposto nella prima parte di questo articolo.  Per passare in rassegna anche gli errori strategici, amplia la tua analisi a quanto accaduto negli ultimi cinque anni.

Quando individui gli errori cerca di capire come trasformarli in lezioni e, subito dopo, cerca anche di capire come puoi mettere in pratica queste lezioni. Crea il tuo piano per riuscirci.

Se in questa fase incontri difficoltà, contattami in modo da poter valutare insieme quale può essere la soluzione più giusta per te. Quando l’avremo individuata, toccherà a te decidere se vorrai continuare da solo nell’implementazione o se vorrai essere accompagnato nel percorso.

In ogni caso ricorda: gli errori sono una benedizione a patto che sei in grado:

  1. di trasformarli in lezioni;
  2. di trasformare queste lezioni in azioni pratiche e implementarle.

Questo approccio ti aprirà le porte verso un nuovo modo di fare impresa, verso una nuova consapevolezza e, soprattutto, verso nuovi risultati.

Verso il tuo livello successivo!

 

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Andrea Lagravinese

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